Maya e i Tre: Un fuoco ribelle che arde luminoso
di Maria Elena Gutierrez
Una Re-VIEW
Nel giorno della sua incoronazione, la principessa quindicenne Maya (Zoe Saldana) viene inaspettatamente catapultata in un mondo di avventure e pericoli, quando il malvagio Lord Mictlan, Dio della Guerra (Alfred Molina), invia il suo emissario nella città di Teca per consegnare un ultimatum mortale. Per portare a termine la sua missione epica – che si snoda lungo nove episodi ed è ricca di meraviglie straordinarie dall'inizio alla fine – Maya combatte nemici potenti, scopre la verità nascosta sul proprio passato e impara il vero valore delle amicizie che stringe lungo il cammino.
L'energia sconfinata del regista Jorge R. Gutierrez, creatore di Maya e i Tre, è evidente fin dal primo fotogramma di questa storia esplosivamente divertente ambientata in una Mesoamerica mitologica. Dalle imponenti ziggurat di Teca alla vibrante Isola della Luna, fino all'oltretomba ricolmo di fiamme, il regno fantastico evocato da Gutierrez pullula di vita e colore.
Ancora più variopinti sono i personaggi. Maya è l'archetipo dell'adolescente ribelle, una ragazza incompresa sull'orlo dell'età adulta, che lotta per trovare la propria identità in un mondo spesso difficile da decifrare. Quando viene provocata, discute. Di fronte a probabilità schiaccianti, combatte. Come osserva suo padre: "Il fuoco ribelle di Maya arde luminoso".
Sebbene lo spirito fiero di Maya le conferisca coraggio, lei è tutt'altro che perfetta. Mente ai suoi compagni riguardo alle proprie motivazioni e dubita di se stessa nei momenti critici della narrazione. La complessità di Maya la rende quella creatura quanto mai gradita: una giovane protagonista femminile con una vera profondità. È proprio questa profondità a renderla non solo coinvolgente, ma anche credibile.
Come la loro guida, ognuno dei tre compagni di Maya è un emarginato. Rico (Allen Maldonado), oggetto di scherno per tutta la vita, manca di fiducia nelle proprie abilità magiche e desidera solo rendere orgogliosi i suoi anziani. Chimi (Stephanie Beatriz), abbandonata alla nascita a causa del suo aspetto, è una solitaria temprata dalle avversità che non ha mai saputo cosa significhi avere degli amici. Picchu (Gabriel Iglesias) è tormentato dai sensi di colpa da quando un atto di misericordia si è ritorto contro di lui, e ora non cerca altro che una morte nobile.
Accanto a questi e ad altri personaggi umani, il mondo di Maya e i Tre è popolato da un pantheon di divinità tratte da ogni angolo della cultura mesoamericana. A ogni passo, i nostri eroi combattono una nuova serie di nemici divini, che irrompono sullo schermo come lottatori di lucha libre pronti per l'ultimo scontro: tra questi figurano Camazotz (Dio dei Pipistrelli), Cabra Kan (Dio dei Terremoti), Cipactli (Dea dei Caimani) e Xtabay (Dea delle Illusioni). Tuttavia, le divinità non sono sempre ciò che sembrano. Proprio come gli umani, sono personaggi complessi con le proprie storie da raccontare. Questa è una favola non solo di eroi imperfetti, ma anche di cattivi profondi e dalle alleanze mutevoli.
È questa enfasi sul personaggio a rendere Maya e i Tre una gioia da guardare. Ogni episodio è zeppo di sequenze di combattimento spettacolari e fantasiose, eppure l'azione è sempre guidata dal carattere dei protagonisti. Gutierrez si prende costantemente il tempo di puntare la macchina da presa sui volti dei suoi eroi. Attraverso un delicato equilibrio tra presagi e colpi di scena inaspettati, ottiene una limpida chiarezza narrativa che assicura che le motivazioni dei personaggi siano sempre comprensibili.
Inoltre, questa dedizione alla chiarezza permette a Gutierrez di sfoggiare la vasta scala della sua Mesoamerica immaginaria senza timore di sopraffare i personaggi. Il design ambientale è splendido, con l'imponente geometria dell'architettura precolombiana che riecheggia nelle forme del mondo naturale e persino nei personaggi stessi, specialmente nei monolitici guerrieri di Teca e negli dei anatomicamente esagerati. Evocando i dipinti di artisti come Diego Rivera e Rufino Tamayo, le ricche composizioni sono indimenticabili per sensualità e splendore.
Attingendo al vasto patrimonio di arte e design indigeno del continente, Gutierrez identifica e raffigura motivi che sopravvivono nell'artigianato, ma che sono sottorappresentati nei media dominanti del nostro tempo. Celebrando e normalizzando simultaneamente l'eredità mesoamericana, permette a questa cultura di affermare la propria identità e di prendere posto su un palcoscenico globale.
L'allineamento tra cultura e creatività è chiaramente al centro della missione di Gutierrez. Era evidente nel suo lungometraggio animato Il libro della vita, ed è ancora più palese in Maya e i Tre. Questa è narrazione attraverso la lente dell'antropologia. Allo stesso tempo, la serie possiede una consapevolezza culturale che trascende il cliché e promuove idee di pluralismo. In qualche modo, Maya e i Tre riesce a essere di nicchia e mainstream, accessibile e progressista, tutto allo stesso tempo: una combinazione gloriosa.
Soprattutto, Maya e i Tre è pieno di sentimento, grazie in gran parte alla stessa Maya, l'eroina ribelle che segue il mantra ricorrente della serie e che diventa straziantemente rilevante nell'episodio finale: "Se così deve essere, dipende da me". Viene naturale immaginare questa affermazione pronunciata dallo stesso Jorge R. Gutierrez quando concepì per la prima volta la sua epopea mesoamericana. Se questo meraviglioso mondo di umani e dei doveva mai diventare realtà, spettava a un visionario come Gutierrez crearlo. Sono davvero grata che l'abbia fatto.
La dott.ssa Maria Elena Gutierrez è CEO e direttrice esecutiva della VIEW Conference, la principale conferenza annuale italiana sui media digitali. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso la Stanford University e una laurea presso la University of California Santa Cruz. La VIEW Conference si impegna a portare una diversità di voci in primo piano nell'animazione, negli effetti visivi e nei giochi. Per ulteriori informazioni sul programma di eventi di VIEW 2021, visita il sito ufficiale: http://viewconference.it
















