Knoll, creatore di Photoshop: “Il futuro sarà ritoccare i video”

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Quattro chiacchiere con John Knoll, creatore del software di fotoritocco numero uno al mondo. In attesa del suo intervento di domani alla View Conference di Torino, ecco cosa ci ha detto su cinema ed effetti visivi

 
“Photoshop è nato nel 1987 come un hobby nel tempo libero. Mio fratello Thomas faceva l’Università in Michigan e quando andai a trovarlo durante le vacanze estive, mi mostrò questo progetto di ricerca che includeva anche delle funzioni di elaborazione di immagini. Ne parlammo e fummo d’accordo di lavorare a quegli strumenti che sembravano avere delle potenzialità”. Ricorda così, John Knoll, i primi passi di quello che è diventato il più potente e utilizzato software di fotoritocco del mondo

Probabilmente neanche lui e Thomas potevano immaginare che sarebbe diventato riconosciuto universalmente al punto da far coniare un verbo: fotoscioppare, ovvero ritoccare le immagini, alterare (o in alcuni casi imitare) l’elemento di realtà per ottenere un risultato almeno idealmente migliore alla realtà stessa. Oggi John Knoll è direttore creativo della Industrial Light & Magicla società di effetti visivi fondata da George Lucas nei primi anni ’70 per realizzare i trucchi (all’epoca ottici) di  Star Wars, e diventata una delle più prolifiche e innovative del settore, grazie anche all’utilizzo di strumenti digitali come Photoshop. “Mi piace pensare di essere il genitore di questo strumento che io e mio fratello Thomas abbiamo nutrito agli inizi come un bambino, prima che diventasse grande, e spinto dal successo, finisse nelle mani di altri per trasformarsi in ciò che è diventato oggi”, scherza Knoll a proposito del suo lascito alla comunità dei manipolatori di immagini. Un’eredità di cui il 51ennecreatore di effetti visivi di film come  Star Wars I, II e III,  Avatar e i tre episodi di Pirati dei Caraibi, parlerà domani nel keynote introduttivo della View Conference di Torino (dal 15 al 18 ottobre), in cui illustrerà anche il suo più recente lavoro su  Pacific Rim

Quanto e come viene usato Photoshop nell’industria degli effetti visivi?

“È utilizzato moltissimo per permettere agli artisti di sperimentare diversi test sulle immagini, esplorando variazioni in direzioni molto differenti tra loro (nelle tonalità, nei colori, eccetera, ndr.) per poter giudicare in tempi rapidi quella che dovrà poi diventare l’immagine definitiva”. 

Esistono limiti in ciò che Photoshop permette di fare?

“Non credo, gli unici veri limiti sono tutti nell’immaginazione di chi lo utilizza”. 

In questi anni alla Industrial Light & Magic, grazie a questi strumenti, avete superato i confini di quanto sembrava impossibile in termini di effetti. Quali sono le sfide per il futuro?

“Credo che praticamente tutto ciò che può essere scritto in una sceneggiatura oggi può essere realizzato, in vari modi e con differenti livelli di credibilità o di raffinatezza dell’immagine. Credo che come detto prima i maggiori limiti siano insiti nell’immaginazione di chi scrive: spesso ci confrontiamo con script veramente terribili che dobbiamo salvare con gli effetti digitali, mentre quando una sceneggiatura e un regista sono brillanti, portano idee nuove e vincenti. Penso che l’innovazione trovi la sua forza trainante proprio qui: non tanto nel desiderio di sviluppare nuove tecnologie o abbattere nuove barriere, quanto nel talento di scrittori e registi che ci spingono verso il territorio del mai visto prima, o in termini di effetti, del mai tentato prima”. 

Photoshop, anche al di fuori del cinema, è stato usato in questi anni per ingannare chi guarda, rendendo indistinguibile ciò che è reale da ciò che non lo è. Secondo lei esiste un lato oscurodel vostro software o un utilizzo malvagio?

“Immagino che alcuni strumenti possano essere utilizzati solo per ottenere scopi malvagi, ma la maggior parte sono moralmente neutrali e si possono usare per ottenere cose bellissime o perfide: un martello si può usare per costruire un bell’oggetto o per uccidere qualcuno. E il peso in termini etici va tutto sulle spalle della persona che usa lo strumento. Credo che Photoshop sia uno strumento usato per la maggior parte dei casi per realizzare bellissime cose, come qui alla ILM, ma certo nelle mani di alcuni può diventare anche maligno. Purtroppo però non si può fare molto per limitare queste scelte”.  

Qual è la prossima frontiera per un software di fotoritocco come Photoshop?

“La risposta più ovvia è quella del ritocco di un filmato, anziché di una foto, e credo che questa sarà la naturale progressione delle cose, ma per poter ritoccare un video con gli stessi risultati ottenuti oggi da Photoshop su un’immagine statica ci vorrà un enorme dispendio di energie umane e in termini di hardware”. 
 
http://gadget.wired.it/news/mondo_computer/2013/10/14/knoll-photoshop-view-conference-3657823.html